La Locandiera

(C.Goldoni)

Trama

Mirandolina è la proprietaria de “La Locanda”, un locale molto frequentato, soprattutto da uomini attratti dalla bellezza della padrona. Un giorno arriva un nuovo cliente, il Cavaliere, che non subisce il fascino di Mirandolina e che quindi la spinge a fare di tutto per farlo cadere ai suoi piedi. Sarà questo un pretesto per intraprendere un cammino che porterà tutti i personaggi di questa commedia, divertente e allo stesso tempo profonda, a conoscere meglio se stessi e gli altri, tramite situazioni e riflessioni che, seppur affrontate dal grande Goldoni nel 1700, sono ancora sorprendentemente attuali. I protagonisti di questa commedia sono i sentimenti: l’amicizia, forte, che si trasforma in qualcosa di più, l’amore, dapprima desiderato e poi respinto, l’odio verso le persone che non sono come si vorrebbe che fossero e l’agitazione che spinge tutti ad adoperarsi per far cambiare i personaggi con cui sono costretti a condividere la scena; sentimenti che faranno sì che ognuno lasci cadere la propria maschera.

Note di regia

“La Locandiera” di Carlo Goldoni è una commedia, originariamente in tre atti, scritta nel 1753; è l’opera che meglio incarna la riforma del teatro del celebre drammaturgo veneziano, poiché scritta interamente in lingua italiana e con personaggi che non sono più i caratteri della Commedia dell’Arte ma figure a tutto tondo, che incarnano i pregi e i difetti  della società dell’epoca, tuttora attuali.
La versione che si propone è ambientata in un night club che funge anche da locanda dove il potere è in mano alle donne.
È grazie alle Donne infatti che si svolge l’azione scenica: sono loro che, come se fosse un grande gioco, muovono gli altri personaggi come fossero pedine e li fanno agire secondo il loro volere, esplicitando i loro pensieri e incarnando alle volte la loro coscienza. Anche Mirandolina si diverte a giocare con gli uomini, comportamento che usa per arrivare a conoscere meglio la sua vera natura.
Il testo fornisce, inoltre, un’interessante riflessione sul Teatro e sulla recitazione, incarnando una situazione di transizione tra stili diversi che anche il teatro di oggi, come quello di Goldoni all’epoca, sta vivendo: tutte le figure presenti nella commedia recitano una parte, ma chi è più vero e naturale, come Mirandolina, viene creduto e reputato da tutti sincero, mentre chi esagera ed è finto, come le commedianti Ortensia e Dejanira, viene smascherato all’istante.
Il taglio contemporaneo che è stato dato a questo allestimento nasce da una volontà di proporre la commedia di Goldoni in veste nuova e giovane, ma rispettando comunque il testo originale, che è stato ridotto e modificato per quanto riguarda la lingua ma non è stato alterato, dandone una lettura non condizionata da alcuna rappresentazione passata.
Le figure grottesche e le situazioni surreali evidenziano la cattiveria dell’essere umano e il gioco subdolo del rapporto uomo-donna che emergono dalla lettura di questo testo.
Una lettura giovane, quindi, per un cast giovane, da prendere così com’è, senza confrontarla con gli allestimenti del passato; lasciatevi trasportare dai sentimenti e da quello che vedrete… ” e ricordatevi della Locandiera”!

Maria Ludovica Aprile

Cast Artistico

  • Mirandolina: Francesca Fraire
  • Cavaliere: Matteo Rosso
  • Conte: Guido Rosa
  • Marchese: Andrea Vineis
  • Fabrizio: Laura Sassone
  • Donna 1/Ortensia: Leonora Arnolfo
  • Donna 2/ Dejanira: Luana Pes
  • Donna 3: Gabriella Pereyra

Cast Tecnico

  • Luci e audio: Franco Carletti
  • Scenografia: Matteo Rosso e Guido Rosa
  • Costumi: Daniela Roasio
  • Aiuto Regia: Maria Virginia Aprile
  • Regia: Maria Ludovica Aprile

Foto dello spettacolo

[ph. Alessandro Oreglia]

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