Intorno Medea

 

 

 

 

 

 

Spettacolo-studio dal testo di Euripide a cura di Christian La Rosa & Leonardo Lidi

per il progetto Marchesato 151

Con:

  • Francesca Fraire
  • Paola Isoardi
  • Daniela Levrone
  • Lucetta Paschetta
  • Christian La Rosa

Suoni e musiche di: L’Amortex

Regia: Christian La Rosa & Leonardo Lidi

Trama:

L’articolo di Marida Pijola uscito sul Messaggero potrebbe introdurre il nostro spettacolo :

Odiare i propri bimbi. Cancellarli. Assassinarli. Capovolgere l’istinto materno in modo verticale, trasformandolo nel suo contrario: istinto omicida. Tre bimbi sgozzati dalla mamma, l’altro giorno. E’ accaduto a Parigi, Europa. E’ accaduto per l’ennesima volta. Accade spesso, sempre più spesso, nei Paesi e nei ceti più evoluti. Come in Italia: più di 250 volte accertate, e chissà quante altre no, perché il bimbo è scivolato mentre lo allattavo, perché l’ho lasciato un istante durante il bagnetto, perché è caduto in terra, perché si è arrampicato sul balcone…Odiare i propri figli, cancellarli, assassinarli, come può accadere? Quali tumori possono annidarsi nel ventre di una madre, per poi coltivare metastasi nel ventre del mondo occidentale? Cosa si nasconde, di sinistramente moderno, nella figura di Medea, la donna che, dopo aver dato la vita, la sottrae?”

Medea è tra noi quindi, e così anche Giasone che torna a Palazzo ignaro della situazione.

Medea è una tragedia di Euripide andata in scena per la prima volta ad Atene nel 431 a.c.

Il lavoro di Leonardo Lidi e Christian La Rosa, entrambi diplomati al Teatro Stabile di Torino, si pone gli stessi interrogativi della tragedia di Euripide, rileggendoli in chiave contemporanea e prendendo spunto dalle notizie di cronaca degli ultimi anni. L’insensatezza di un atto che non ha risposte è il centro della pièce teatrale: “Come poter recitare l’inspiegabile? ” E, se come Treplev nel Gabbiano, l’obbligo è “trovare nuove forme necessarie”, l’obiettivo della Compagnia è quello di capire quali modalità si possono prendere in considerazione per dare voce a qualcosa di atroce, di raccapricciante, qualcosa che solitamente viene affrontato con il Silenzio.