I nostri ragazzi

Drammaturgia di Christian La Rosa

Sinossi

Comportarsi bene non serve a niente, è stupido essere onesti.
Ci si indebolisce, si abbassa la guardia…

Due coppie di genitori si confrontano per dirimere con civiltà una lite esplosa in strada fra i figli con tanto di denti rotti. Ma come andrà a finire? Sarà possibile una discussione calma e serena tra persone adulte? O diventerà una notte di isteria tra insulti, capricci e lacrime? I ragazzi sono ragazzi si sa… ma gli adulti finiscono per comportarsi anche peggio. Civiltà e giro di danza delle buone maniere si dissolvono così poco a poco come neve al sole, lasciando il posto a un vero e proprio gioco al massacro da sarabanda infernale. Tutti contro tutti. Barbari, meschini, carnefici, ignobili. Usando i mezzi più subdoli, parole acuminate come spade volteggiano tra colpi di scena, humour tumultuoso, in un abile cesello sempre in bilico tra brillante commedia e tragedia. Un’esplosione di quella violenza repressa che alberga nell’umanità del terzo millennio, un baratro dove è facilissimo scivolare nelle grinfie di quel nume efferato e oscuro che comanda dalla notte dei tempi senza riserve.

Note di regia

In questo testo c’è una specie di furibondo humour sarcastico, ma anche l’abilità cesellatrice di un dialogo in bilico tra commedia e tragedia, ricreato ascoltando il potere micidiale e terribile della parola, delle sue vaste e sublimi galassie. Un piccolo trattato morale di teoria della cultura, che sembra voler rispondere – con l’ambiguità tipica del teatro – alla seguente domanda: le buone intenzioni ci salveranno? L’inequivocabile scetticismo che sta in una risposta palesemente negativa, è però messo a servizio di una macchina implacabile, virtouosisticamente collocata sul ciglio di un baratro epocale, tra solidarietà ed egoismi. E’ un lavoro da mettere in scena cercando di non lasciarsi eccessivamente contagiare dal sulfureo cinismo che lo abita, ma lasciandosi trasportare piuttosto dal preciso e geometrico rincorrersi dei colpi di scena, dall’abilità con cui nel dialogo si aprono nuove, inaspettate, prospettive, che sfumano e svariano, nei quattro personaggi che ne reggono l’ordito, a turno, l’odio, il risentimento, l’invidia, il vuoto, il nulla. Si riesce così, di quest’umanità, a scovare il sottofondo barbarico, nichilista, meschinamente incapace di condividere un pur minimo progetto comune. Il tutto inserito nel perimetro modesto di un intelligente divertissment, di un intrattenimento contagiosamente divertente, che nella risata sommerge anche lo spettatore, riflesso nello specchio deforme di una condizione in cui molti potranno riconoscersi. Non avevo mai affrontato prima d’ora un testo di questo genere, probabilmente perché diffidavo dell’eccessiva definizione di cui sono portatori i personaggi, dell’immancabile slancio pedagogico che, in genere, abita questo tipo di drammaturgia dedicata all’oggi. Il teatro mi sembra, infatti, da sempre, inestricabilmente legato alla possibilità vertiginosa di far vacillare le nostre certezze, conducendoci in luoghi ignoti, attraverso una lingua di cui non afferriamo mai del tutto il senso. Col passare del tempo, ho capito però che questo lavoro contiene una sfida, compresa tra l’apparente evidenza di ciò che mostra, e l’efferatezza misteriosa che nasconde. E’ una sfida che non potrei neanche tentare di raccogliere, se non ci fosse la complicità di interpreti in grado di lottare con il testo, schiudendone la ferocia e quel sottofondo ineffabile che ne costituisce la speciale energia nascosta, l’ humus oscuro e spiazzante. Ho deciso infatti di mettere in scena “I nostri ragazzi”, condividendo questo affascinante banco di prova con cinque attori – Paola Barbero, Paola Isoardi, Daniela Levrone, Lionello Nardo, Salvatore Tafuri – che, con la loro personalità, mi offrono, ancor prima d’iniziare, il “via libera” necessario perché questo viaggio sia possibile, e la confortante certezza che, comunque, ne sarà valsa la pena.

Christian La Rosa

Cast Artistico

  • Paola Barbero: Veronica Martinelli
  • Lionello Nardo: Michele Martinelli
  • Daniela Levrone: Anna Ferrari
  • Salvatore Tafuri: Alessandro Ferrari
  • Paola Isoardi: Una donna

Cast tecnico

  • Musiche originali eseguite dal vivo da: Manolo Carrone (batteria)
  • Costumi: Daniela Giacca
  • Luci: Franco Carletti
  • Tecnico del suono: Claudio Allione
  • Consulenza scenografica: Luisa Donalisio
  • Aiuto regia: Maria Ludovica Aprile
  • Regia: Christian La Rosa