Edificio speciale: Sonderbau

Spettacolo per la “Giornata della Memoria”

di Ugo Rizzato, con la regia di Valter Scarafia

Trama

Julia è anziana, comprende che la sua fine è vicina, nel suo cuore malato, nella sua mente sofferente, il ricordo e le immagini della sua gioventù, dilaniata e compromessa, riaffiorano come il sibilo di un serpente velenoso: “è stata una prostituta di Buchenwald”. Il lager, il Sonderbau, dopo la liberazione, l’hanno segnata per tutta la vita. Nel “lager” fu costretta a scegliere l’unica soluzione possibile : offrire il suo corpo in cambio della sopravvivenza. Scelse il “Sonderbau” per non morire di stenti, oppure di esperimenti medici nell’infermeria del campo. Calpestò se stessa nell’unica strada, offerta e sofferta, percorribile in quel momento, lontana da ogni regola morale, da ogni capacità d’intendimento, da ogni comprensione, lontana dall’ umanità. La sua vicina, la Signora Brigit, la conforta e condivide il suo ricordo e la sua sofferenza. Dal suo racconto verranno alla luce le storie personali, violente e drammatiche, di molte altre vittime di questa barbarie nazista, dalle due sorelle olandesi a cui toccherà una sorte atroce, al crudele destino di Albert, il triangolo rosa internato per amore verso Steffel .

Un racconto sulla violenza alle donne , antico come il canto biblico di Tamar , la figlia di Re David, a cui toccò la tragica sorte dello stupro da parte del fratello maggiore. Disperata e sanguinante, le fu ordinato di tacere, di non dare scandalo, di non rovinare il buon nome della famiglia. Come la Bibbia, che si è incaricata di portare fino a noi dall’antichità una vicenda così moderna e attuale, anche le violenze del Sonderbau vengono alla luce dopo tanti anni di oscuramento, per suggerirci che l’uomo è animato di crudeltà e violenza e che il nazismo produsse, in scala amplificata, l’atavica concezione di schiavitù a cui è soggetta la donna.

Personaggi e interpreti

  • Julia Möller (anziana): Pia Ghigo Capelli
  • Bert Meier (marito di Julia): Valerio Dell’Anna
  • Brigit Lange (vicina di casa): Tiziana Rimondotto
  • Margarethe Mewes (capo sorvegliante SS): AnnaMaria Gavatorta
  • Greta Bosel (sorvegliante SS): Paola Barbero
  • Julia Möller giovane (internata): Ilaria Ferrero
  • Sandra (Internata): Gabriella Molineri
  • Christine (Internata): Maria Virginia Aprile
  • Gustine (Internata sorella di Christine): Maria Ludovica Aprile
  • Rosette (internata): Nicoletta Pellegrino
  • Petra (internata): Enrica Poggio
  • Elga (internata): Valentina Giordano
  • Thekla (la capoblocco): Lucia Bagnasco
  • Albert (internato triangolo rosa): Federico D’Angelo
  • Stenzel (capò): Salvatore Tafuri
  • Ammon (capò): Mauro Boero
  • Carl Peter Vaernet (Dottore): Mauro Bocci
  • Gustav Binder (comandante di un reparto produttivo): Ugo Rizzato

Costumi :   Daniela Giacca – Scenografia : Ugo Rizzato  – Luci : Franco Carletti

Nota dell’autore

Ogni volta che mi ripropongo di scrivere per la giornata della memoria, prometto a me stesso di trattare l’argomento in modo delicato ed il più possibile distaccato, quasi scientifico , come un selezionatore che compie il proprio mestiere con impassibilità , come lo farebbe un idraulico oppure un falegname. Puntualmente la mia anima si ritrae impaurita e tremante nell’angolino più remoto della mia superficialità e lacrima difronte a tanto orrore. Ogni mia intenzione di rimanere imperturbabile svanisce di fronte alla più bieca cecità umana. Il racconto diventa il mio vissuto interiore. Il dolore, il mio dolore. Le immagini, il quadro del mio sentire.
Il percorso storico culturale e artistico di questa pièce teatrale sarà coadiuvato dalle opere del pittore Saluzzese Matteo Notaro . Le figure ritratte dall’autore imprimono nel cuore di chi guarda la debolezza fisica e la drammaticità della donna, ritraendo il corpo femminile distrutto dalla violenza, il nero dello sfondo simbolo dello spettro, contrapposto al bianco della pallida pelle, sintetizzano l’agonia e la crudeltà del fatto.

Ugo Rizzato

Approfondimenti

La storia : “Edificio speciale :Sonderbau”. L’idea di istituire bordelli nei lager risale a una visita del capo delle SS Heinrich Himmler nel campo di concentramento di Mauthausen e nelle cave circostanti. Vista la scarsa produttività dei prigionieri pensò che questa avrebbe potuto essere incrementata offrendo loro un incentivo: la possibilità di visitare l’”edificio speciale”. Himmler dispose quindi che tutti i principali lager fossero forniti di donne da impiegare nei bordelli. «Le donne reclutate per lo più venivano dai lager di Ravensbrück e Auschwitz». La stragrande maggioranza delle donne impiegate come prostitute erano tedesche, olandesi , bielorusse, polacche. Molte di loro erano state condannate da una legge di Hitler che vietava l’unione o un rapporto d’amore con un ebreo. Le prescelte erano tutte sotto i 25 anni di età e disposte a prostituirsi dopo un periodo di violenze, stupri, punizioni, fame, con la promessa, che non venne però mai mantenuta, della concessione della libertà dopo sei mesi di “lavoro”. L’istituzione dei bordelli venne propagandata anche con la giustificazione morale che in questo modo si evitava il più possibile la “degenerata” omosessualità diffusa nei campi tra i prigionieri e non solo tra loro. Dopo la fine della seconda guerra mondiale per la mancata testimonianza delle stesse vittime che, pur costrette alla prostituzione, si ritenevano in certo modo colpevoli di essere sfuggite alla sorte delle altre donne dei campi, ed anche per vergogna, si tentò di far passare sotto silenzio anche questo aspetto della sofferenza nei lager. I due stati tedeschi sorti dopo la seconda guerra mondiale si trovarono allora concordi nel negare alle donne dei Sonderbauten la loro condizione di vittime e il diritto a qualsiasi risarcimento, supponendo una loro complicità e facendo propria, in un certo senso, la qualifica di “asociali” loro attribuita dalle SS dei campi. Solo dopo gli anni novanta i Lagerbordell cominciarono a essere conosciuti dal grande pubblico, attraverso l’opera di studiosi che hanno rivelato questa ulteriore forma di violenza sulle donne nella tragedia nazista in Germania.

Articoli

TargatoCN

Le foto:

Edificio speciale

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